4 Gennaio 2012

Stamattina si parte, direzione porto di Phuket town, con uno zaino solo ridotto all osso e il resto lasciato in ostaggio a Mr. Don, la nostra ancora di salvezza su quest isola . Partiamo per Phi Phi Don, a detta di molti una meraviglia. Il battello si stipa all inverosimile e partiamo con 1 ora e mezza di ritardo. Arriviamo al molo dell isola e dobbiamo pagare una tassa, non capiamo bene per cosa, forse per la pulizia , ma non ci giurerei visto le ormai ben note condizioni di questi lidi, infatti, anche la famosa Phi Phi Island non fa eccezione e si presenta come un vero cesso!

Stavolta la mia rabbia raggiunge livelli epici e scatto foto a ripetizione a testimonianza dello spettacolo inglorioso al quale ci tocca assistere. Gabry prova ad ipotizzare siano i postumi dello tsunami, ma gli ricordo che sono ormai passati 7 anni, un po troppo tempo! La povera isola, oltre per i soliti problemi di pulizia e un cantiere... ovunque si costruiscono nuove strutture per ospitare un maggior numero di turisti, nonostante sia gia abbastanza deturpata e dissestata. Quello che noto e che non si tratta di non avere i mezzi, quanto di non averne nessuna cura: la Thailandia ha aerei, autobus e strutture moderne, e infatti se hai la fortuna di usufruirne da nuove ti puo sembrare di essere in un paese civile ( attenzione, ho detto civile, non civilizzato!), purtroppo pero la manutenzione pare sia un concetto estraneo, e quindi l involucro e chiaramente di fattura recente ma il resto e sporco, rotto e lasciato andare in malora. La stessa cosa lo fanno con l ambiente che li circonda, hanno isole da sogno , le sovraffollano, le riempiono di bancarelle con paccottiglia per turisti, cementificano, spazzaturizzano e deteriorano, e la cosa assurda e che la gente continua ad andarci e si muove in mezzo a quello squallore come se non vedesse!!

E le bancarelle vendono magliette con scritto I love Phi Phi, ma Phi Phi e diventata Poo Poo, invasa da traghrtti carichi di turisti che si accalcano ai botteghini per strada alla ricerca di una sistemazione per la notte, pagandola cifre spesso proibitive (nel caso in cui non si voglia dividere il materasso con le cimici, ovvio!) neanche fosse un paradiso incontaminato.

Mi dispiace di non avere cose carine da dire in merito, ma questa e la triste realta, neanche la mezza giornata in mare del giorno seguente mi fara cambiare idea, guidata da quel che rimane dei pirati del mare che ormai hanno piegato le loro long tail boat al consumismo e passano le giornate a scorazzare turisti sulle solite rotte, riversando litri di carburante puzzolente in mare per far viaggiare le carrette di legno che imbarcano acqua e hanno il fondo pieno di bottiglie di plastica vuote delle escursioni precedenti.

Il giro e sempre quello, si va a Phi Phi Leh, l isola disabitata di fronte a Phi Phi Don, sosta snorkeling su quello che rimane della barriera corallina, perche i criminali ci ancorano sopra le imbarcazioni, sosta pietosa alla spiaggia di Maya beach, resa famosa dallo sciagurato film con Di Caprio che ne ha segnato la fine, qualche foto ai macachi di Monkey beach, uno sguardo fugace da lontano alla Viking cave...tristezza...l unica nota di colore sulla barca ce la regala una coppia di tedeschi, uno ciccio e uno smilzo che ribatteziamo Culo e Camicia. Per il resto, siamo felici di essere fuggiti da Phi Phi Island anche se purtroppo non riusciamo a fuggire da Phuket, perche pare che questo sia l unico paese al mondo, almeno per quanto riguarda la nostra esperienza, dove non sia possibile cambiare la data di un volo interno se non pagando una multa, cosa che non ci pieghiamo a fare. Mi sento un po come Stitch quando inizia a montargli dentro la voglia di distruzione e corre come un matto sul triciclo di Lilo per poi scoprire di trovarsi su una piccola isola dove non ci sono grandi citta da conquistare e capisce che non c e modo di scappare da li...

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