10 Gennaio 2012
Ormai mancano un paio di giorni alla fine della nostra vacanza in terra Thailandese, perciò passiamo l' ultima serata con Geoff e Francine e l' indomani partiamo verso la spiaggia di Kamala e poi verso nord per completare il nostro tour dell' isola. Per la prima volta dopo tanto girovagare mi concedo un massaggio Thai, un bel po in ritardo rispetto a quanto avrei immaginato. E' superfluo dire che l' esperienza è stata grandiosa, a partire dai profumi dei diversi oli che ha usato, al calore incredibile che fuoriusciva dalle sue mani, a tutti i movimenti diversi che faceva con le dita e che cercavo di comprendere ad occhi chiusi. E arrivati qui, alla fine, ho pensato fosse giusto fare ammenda prima di tornare a casa. Mi rendo conto di essere stata molto critica nel cercare di spiegare i nostri sentimenti rispetto all' ambiente circostante, probabilmente ad un certo punto ho sbagliato strada e sono andata dritta come un treno a parlare solo di quanto ci infastidisse la sporcizia, la trascuratezza e la puzza di marcio, tralasciando di dire quante cose belle invece ci sono su cui soffermarsi.
Non voglio neanche che questa sia interpretata come la classica virata all' italiana, che dopo aver gettato badili di mxxxa sopra qualcosa, cerca di ripulire alla bene e meglio per bilanciare le opinioni.
Tutto quello che è stato detto è vero, le condizioni igieniche sono alquanto trascurate, la coscienza civica non esiste, però c'è tanto rispetto e tanto cuore. Questa gente ha sempre larghi sorrisi da regalare, sempre un buon gesto o una buona parola, anche se non la capisci, e non lo fanno per denaro, nessuno ti chiede soldi, e nessuno si comporta come se volesse prenderteli. Certo magari generalizzare è un altro errore, ma questa è la nostra esperienza, questo è quello che NOI abbiamo percepito.
Mi sono arrabbiata pensando a quanto paradisiaco dovesse essere questo posto e a come invece spesso si presenta, non ho perso un angolo di sporcizia in tutta la Thailandia, quasi quasi dovevo vederlo, per avere la conferma che avevo ragione, ma per fortuna, anche se non ne ho parlato, non ho perso il resto. Non ho perso le faccie rugose e le mani segnate delle vecchine che tagliano ananas tutto il giorno, non ho perso la gente alla fermata del treno che beve i succhi di frutta fresca dal sacchetto di plastica, non ho perso i gelati fatti col cocco vero e poi messi sul bastoncino perchè fosse piu simile a qualcosa che noi conosciamo ( anche se non dimentico di aver pensato a lungo alla cantina buia e sporca dove probabilmente venivano creati! ). Voglio ricordarmi il viaggio in treno verso il nord, il verde dei campi, il sole che ci accompagna per tutto il tragitto, lo sguardo sereno dei passeggeri, le risaie, le fermate con i nomi strani, i ventilatori montati sul tetto dello scompartimento, le divise delle studentesse, i loro visi, le frangette, i capelli neri lisci e lunghi.
Vorrei portare a casa l' autocontrollo che hanno i Thailandesi nei confronti di qualsiasi cosa, vorrei anch'io riuscire a comprendere che arrabbiarsi, alzare la voce, perdere le staffe è un comportamento disonorevole per se stessi principalmente, vorrei portare via l'assenza di affanno che rende distesi i loro visi, vorrei imparare la calma, l'incedere tranquillo, anche quando spingi un carretto di frutta con i piedi scalzi sull' asfalto, vorrei inginocchiarmi davanti a qualcosa in cui credo senza bisogno di prove o miracoli e ringraziare, rendere omaggio senza desiderare di avere nulla in particolare, senza sentire il bisogno di lamentarmi ogni volta che qualcosa non gira come vorrei io, senza dover pensare che la vita è uno schifo perchè non ho abbastanza soldi per mandare a cagare il mio capo e aprirmi qualcosa di mio. Cosa hanno qui? Eppure dopo tutto il lavoro, da prestissimo a tardissimo, hanno ancora
voglia di sorridere a me che non capisco una parola di quello che dicono, che sono in vacanza, che prendo gli aerei e vedo il mondo, che non ho figli a cui badare mentre cucino, servo i clienti, pulisco le camere o lavo la biancheria dei turisti per pochi centesimi al chilo. Ho provato a stilare una lista delle cose negative e positive, ma alla fine mi sono accorta che quello che non mi piace l' ho già detto e ridetto, e allora forse queste cose non erano poi cosi tante rispetto a quello che invece mi è piaciuto, poi però ho pensato a quando ho detto ad alta voce che questa sarebbe stata l' ultima volta che avrei preso un aereo per visitare un paese asiatico e alla tristezza che mi ha preso già due giorni prima di partire e mi è venuta una gran confusione in testa. Penso solo alla nostalgia che avrò per sempre di questi sapori, ancora sono qui e già mi affanno per cercare di fissare nelle mie papille il gusto delle noccioline saltate con le verdure e i gamberi, al maiale cosi cremoso nella sua salsina sweet and sour, in cui a fine pasto butti il riso bianco per non perdere neanche un cucchiaio di quel gusto così perfettamente bilanciato.
Il riso con l'uovo strapazzato e il cipollotto, i chicchi di mais e quei piselli con la buccia, i frutti di mare conditi con salsa d' ostrica, il barbecue di aragosta condito con la cremina burro e aglio. Le barchette di legno piene di ghiaccio e pesce fresco da scegliere e far grigliare al momento, i profumi che ad ogni ora pervadono l'aria di cibi gustosi e succulenti. Poi un terribile pensiero..perchè diavolo non ho partecipato a un corso di cucina Thai dei tanti che ne fanno per imparare a fare i piatti che ho amato di più? Si beh ho comprato 2 libri...cacchio, che stupida!! Inizio a correggere il tiro e dico che se dovessi mai tornare qui, sarebbe per il cibo, poi però mi riscopro a voler far sapere ai camerieri dei posti dove mangiamo che torniamo a casa, per poi andarli a salutare affettuosamente a fine pasto tra sorrisi e auguri, e quando mi dicono che forse un giorno ci rivedremo, io gli credo.