lunedì 26 dicembre 2011

Cena di Natale ad Ayutthaya



25 Dicembre
Oh caxxxo!!! sono appena stata inseguita da un cane feroce di Ayutthaya!!! Stavo correndo tra le strade semi buie dopo l'ultimo prelievo al bancomat per andare a saldare il conto della nostra cena di Natale a base di zuppa di spaghetti, involtini vietnamiti e spaghetti con verdure e gamberi in salsa, quando un cane randagio dei tanti che girano per le strade dell' antica capitale, si è destato dalla sua posizione dormiente e mi ha ringhiato. Avendo letto nella guida di non dargli confidenza e non guardarli negli occhi per non rischiare di essere morsi, ho continuato a correre e sentivo che quello aveva preso a seguirmi latrando e ringhiando. Me lo sentivo dietro sempre più vicino e allora sempre continuando la fuga gli ho indirizzato un urlo terrificante che deve averlo annichilito perchè non ho percepito più la sua presenza e sono arrivata sana e salva al ristorantino dove mi aspettava Gabry. Considerando che domani vorremmo andare a Lopburi dove le scimmie sono le padrone della città, non mi sento molto serena; ho letto sulla guida che la gente del luogo gira armata di fionde e pali lunghi due metri per placare la loro eccessiva invadenza !!

A parte questo, stamattina ci siamo svegliati bene riposati dopo la prima notte Thailandese e abbiamo indossato braghe lunghe per visitare alcuni palazzi e Templi della capitale, le costruzioni sono molto belle e pittoresche, ma il contorno, non lo so...è molto...fatiscente, le strade sono sporche e tutto l'arredo urbano è degradato. I Thailandesi vivono , lavorano , mangiano in questi pseudo-garage a piano strada dove verniciano, montano mobili, cuociono cibi dagli odori improbabili, la città è un insieme di chioschi e banchetti ricavati negli angoli più assurdi, sotto le scale , sui marciapiedi uno in fila all'altro, è un gran casino, sembra che tutti vendano qualcosa ma nessuno compri  e poi ci sono questi milioni di ragazzi con motorini e api con i cassoni adibiti al trasporto di civili che ti inseguono per offrirti gite ai luoghi di interesse o passaggi agli hotel, tutto nel bel mezzo di un traffico spaventoso e disordinato, con i semafori che indicano quanti secondi mancano al "via libera".



Ovviamente lo smog sarà a livelli inquantificabili. In contrasto con tutto ciò, nei templi si respira un atmosfera quieta e rilassata. Tanti i visitatori locali, che non mancano di suonare le numerose campane disseminate nel percorso per raggiungere il cuore del tempio, o di togliere le scarpe per inginocchiarsi a pregare di fronte a ogni statua di Buddha presente.


All' interno del tempio, rinominato Golden Mount, si trova una statua del Buddha dorata, che la gente impreziosisce o per meglio dire, restaura, con fogli d'oro acquistati dai monaci, e sono tutti intenti, a turno, a tamponare la statuetta con questi fogli, mentre l'aria sparata dai ventilatori li fa sventolare come fossero brandelli di pelle morta in procinto di abbandonare il corpo.



Al piano superiore, sulla terrazza sotto il sole, gli altoparlanti diffondono una nenia gutturale continuativa, mentre i fedeli alzano e chinano il capo da terra, tenendo le mani giunte davanti al viso.


Per tutto il perimentro che circonda un enorme campanone dorato, c'è una corda coperta da centinaia di banconote che la gente pinza per assicurarle dalle folate del vento , mentre gli alberelli di acciaio cosparsi di campane che si trovano ai 4 lati della base che sorregge il campanone tintinnano suonate dal vento. La gente firma e scrive frasi su un drappo rosso e i monaci osservano nelle loro tuniche arancioni. All'interno del tempio una donna illustra i prezzi dei souvenir al microfono sotto richiesta.

Scendendo dal lato opposto rispetto alla strada fatta per salire, ci imbattiamo nel big Buddha, che ci osserva con gli occhi a fessura nella sua classica posizione con una mano in grembo sulle gambe incrociate.


Decidiamo che è arrivato il momento di lasciare Bangkok per raggiungere in autobus Ayuthaya, uscire dalla città sarà un vero dramma e il panorama che ci si presenta lo è ancora di più. Degrado, sporcizia, pali della luce con miliardi di cavi attaccati che farebbero inorridire l'elettricista più inetto, immondizia lungo le strade, cibi da infezione gastrointestinale assicurata.


Lungo la strada enormi pilastri  di cemento restano forse l'idea di un lontano progetto di strada sopraelevata, ormai abbandonato, un susseguirsi infinito di pozze paludose con annessa tinozza con ragazzino intento a pescare chissà quale mostro orrendo, che ti auguri non venga cucinato nei locali pubblici, mezzi a quattro ruote di fortuna, stipati di gente diretti chissà dove. Ti viene da chiederti se una volta, in tempi lontani, questi luoghi abbiano mai goduto di ricchezza e agi per poi decadere in questo stato di profonda desolazione, o se invece sia sempre stato così, dai tempi dei tempi e la gente non ci faccia neanche caso. Noi ci guardiamo e non ce lo diciamo, ma entrambi pensiamo a cosa ci ha spinto a venire qui, se continuando nel nostro viaggio verso nord il panorama cambierà o sarà sempre lo stesso, per ora siamo qua, al secondo giorno, in quella che una volta era la ricca capitale del paese e del quale ora restano solo ruderi imponenti del fasto di un tempo, depredato dai Birmani secoli e secoli fa.

2 commenti:

  1. Ciao!!!!!ci mancate tanto!!noi come da tradizione ci siamo scofanati a pranzo ogni ben di Dio....partitina a bocce perchè il tempo lo consente.....e poi riprenderemo a scofanarci verso sera.
    Al piatto dei formaggi ho avuto un momento di nostalgia..Gabri non era lì a darmi man forte!!
    Un abbraccio grande grande da zii, cugini, cuginette,sorelle, cognati ecc ecc.
    Divertitevi tanti baci a presto!!

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  2. grazie grazie..gabry ha un pò patito a leggere di scofanamenti, però anche qui non ce la caviamo male, c'è di tutto ed è pure buono: pollo, verdura frutta strana , riso, maiale, vitello, gamberi, pesce e poi ci sono lombrichi, cavallette e scarafaggioni, non dimentichiamolo...bleahhhh

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