26 Dicembre
Come a voler smorzare la miscredenza di ieri, la giornata di oggi è stata veramente fantastica. Ovviamente non ho riposato molto bene, con tutti i pensieri che avevo in testa riguardo alla scelta di passare tre settimane in questo paese, nelle poche ore in cui ho preso sonno, ho sognato che eravamo rientrati a casa perchè già sconfitti dalle esperienze fatte, e quando realizzavo che mi erano bastati solo 2 giorni per giudicare un intero paese ero disperata di aver mollato così presto, mi dicevo che non avevo ancora visto niente ed era assurdo che mi trovassi già in Italia. Gabry nel sogno cercava di propormi un' altra meta per impegnare i nostri restanti giorni di festa, ma non è che avessi tutta questo desiderio di visitare Barbados! Poi la luce dalla finestra mi ha svegliata e aprendo gli occhi ho riconosciuto la stanza del P.U. guest house, e nonostante non fosse proprio una bomboniera, ho tirato un sospirone di sollievo, per fortuna eravamo ancora ad Ayutthaya.
La cameriera ci ha ricordato che era l'ora del check out e in fretta ci siamo preparati per lasciare la stanza ed andare ad affittare 2 decrepite grazielle che ci hanno condotto in giro per le rovine della città.
Arriviamo davanti ai templi, molliamo le bici ed siamo pronti a sbalordirci davanti alla grandiosità dei colossi di mattoni rossi che si spingono sbilenchi verso il cielo di un blu terso.
Riconsegnate le bici e pagato pegno per aver perso il lucchetto della catena della mia, facciamo una corsa in tuk tuk per raggiungere la stazione dei treni, dove nel giro di 10 minuti prendiamo l'ordinario per Lopburi, la città delle scimmie. Il viaggio è grandioso, siamo seduti tra i locals su panche di legno di quelle che si potevano trovare svariati decenni fa nei nostri parchi e che qui sono inchiavardate al pavimento, mentre le finestre sono tutte tirate giù e passa una bella arietta, oltre a potersi sporgere completamente per ammirare la campagna che passa lenta sotto gli occhi.
Il viaggio dura 1 ora e mezza, ma scorre che è un piacere, tra il verde dei, campi, le risaie e il sole che pian piano scende e aranciona tutto. In mezzo ai campi un Buddha dorato di una ventina di metri troneggia sul raccolto, il mio dirimpettaio Thai è seduto con le gambe incrociate sulla panca, ed ha uno sguardo sognante mentre guarda sfilare il panorama, durante una sosta, da sotto il finestrino arriva una signora con un vassoio pieno di bicchierini con gelato al cocco.
Due simpatici guidatori di Risciò ci portano alla nostra guest house che ha un paio di boungalow immersi in un giardino delizioso, finalmente doccia e poi pappa.
Il maialetto da latte in crema di zuppa è qualcosa di godurioso, soprattutto se accompagnato da riso Thai e birra Chang.
Adesso è l'ora di dormire, domani grande incontro con le scimmiette!!
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