E alla fine arriva il 23 Dicembre, due giorni a Natale, e se un paio di mesi fa eravamo spavaldi e arroganti nello schifare il detto " Natale con i tuoi ", adesso non ne siamo più tanto convinti...una mezza giornata di lavoro, per non abituarsi troppo all' idea di essere già in ferie e alle 14:10 siamo sul treno per Milano. Arriviamo a Malpensa con 4 ore di anticipo sull' orario del volo, facciamo il check in e teniamo fede al rito del Mc dell' aeroporto, tanto per abituare lo stomaco a ingurgitare pietanze ulcerose. Saliamo a bordo e comincia l'avventura.
L'aria non è così afosa come me l'aspettavo, si sta bene, sono le 6 del mattino e la luce inizia pian piano a salire.
Girovago per l'assurdo aeroporto tra corridoi di palme che si innalzano dal pavimento, dischi volanti dorati con con effetti di luce alternati che pendono dal soffitto, senza una particolare ragione, se non a simboleggiare la modernità della struttura ( in ogni caso lo trovo un pò eccessivo..ma sono Arabi, si sa, se hanno le piste da sci nei centri commerciali, tutto sommato gli ufo son ben poca cosa!), Babbi Natale ed elfi meccanici che allestiscono in loop decori e pacchetti, sormontati da grandi alberi carichi di palle e luci.
Arriviamo a Bangkok che sono le 18 passate, prendiamo un treno che dall'aeroporto ci porta in città e condividiamo un taxi con una simpatica ragazza canadese che abita ad Hong Kong e spesso nel week end viene in Thailandia perchè adora la cucina e la gente.
Purtroppo la strada è chiusa e siccome nessuno capisce in che Hotel dobbiamo andare, facciamo un pezzo di strada a piedi tra le bancarelle che vendono cibo e il casino di un festival con musiche e danze che ha trasformato una normale strada in un mercato. Spaesati chiediamo aiuto al " banchetto " della Polizia, dove iniziamo a capire che i Thailandesi non capiscono la scrittura occidentale, non parlano Inglese e forse non conoscono neanche tanto bene cosa li circonda, nessuno conosce neanche la via dove siamo diretti, ma molto gentilmente chiamano con un cellulare l'hotel e poi mi passano la proprietaria che manderà qualcuno a prenderci addirittura in auto. Il posto è silenzioso e tranquillo, molto accogliente e dopo una cena in un ..bah, chiamarlo ristorante è assolutamente complimentoso, li vicino, a base di qualcosa di incommentabilmente piccante, ce ne torniamo in camera per sprofondare in un sonno pesantissimo, che mi aiuterà a sconfiggere il mal di terra, che già mi afflisse in Australia.
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