lunedì 26 dicembre 2011

Vigilia a Bkk





E alla fine arriva il 23 Dicembre, due giorni a Natale, e se un paio di mesi fa eravamo spavaldi e arroganti nello schifare il  detto " Natale con i tuoi ", adesso non ne siamo più tanto convinti...una mezza giornata di lavoro, per non abituarsi troppo all' idea di essere già in ferie e alle 14:10 siamo sul treno per Milano. Arriviamo a Malpensa con 4 ore di anticipo sull' orario del volo, facciamo il check in e teniamo fede al rito del Mc dell' aeroporto, tanto per abituare lo stomaco a ingurgitare pietanze ulcerose. Saliamo a bordo e comincia l'avventura.

Il mio corpo intuisce subito che qualcosa è diverso, lui percepisce la vacanza in qualche modo e infatti gli occhi iniziano a farsi pesanti, a differenza del resto dell'anno in cui sono conosciuta ai più, come terribile insonne, in pochi minuti sto già ciondolando la testa ai lati del collo. Mi sveglio mentre stiamo sorvolando Fallujah e vedo lontanissimi tanti piccoli fuochi sullo sfondo scuro del terreno, cielo e terra sono un unico drappo nero, fatta eccezione per qualche apertura tra le nuvole che riesce a farmi distinguere il cielo, arrossato dagli ultimi bagliori di un tramonto infuocato, ancora qualche ora e atterriamo a Dubai.
L'aria non è così afosa come me l'aspettavo, si sta bene, sono le 6 del mattino e la luce inizia pian piano a salire.


Girovago per l'assurdo aeroporto tra corridoi di palme che si innalzano dal pavimento, dischi volanti dorati con con effetti di luce alternati che pendono dal soffitto, senza una particolare ragione, se non a simboleggiare la modernità della struttura ( in ogni caso lo trovo un pò eccessivo..ma sono Arabi, si sa, se hanno le piste da sci nei centri commerciali, tutto sommato gli ufo son ben poca cosa!), Babbi Natale ed elfi meccanici che allestiscono in loop decori e pacchetti, sormontati da grandi alberi carichi di palle e luci.


Un altro imbarco e voliamo verso la Thailandia. Il mio vicino di posto, al quale non sono riuscita a strappare il lato finestrino facendo il labbrino da sapin, sorvolando le montagne di un imprecisato posto nei pressi del Bangladesh mi si rivolge in Italiano, dicendomi " guarda che bello, fai una foto". Un pò mi si gela il sangue nelle vene perchè , non avendo ottenuto quello che pregustavo già mio, e come al solito pensando fosse straniero, confesso di avergli dato dell'antipatico e dell'omosessuale ( ehm...non proprio utilizzando questo termine :( , sorry Paolo ), in realtà da quel momento in poi partirà una mega chiacchierata in cui risulterà tutt'altro che come l'avevo apostrofato. Mi giustificherò dicendo che è sempre bello ricredersi e chiudiamo l'argomento.
Arriviamo a Bangkok che sono le 18 passate, prendiamo un treno che dall'aeroporto ci porta in città e condividiamo un taxi con una simpatica ragazza canadese che abita ad Hong Kong e spesso nel week end viene in Thailandia perchè adora la cucina e la gente.
Purtroppo la strada è chiusa e siccome nessuno capisce in che Hotel dobbiamo andare, facciamo un pezzo di strada a piedi tra le bancarelle che vendono cibo e il casino di un festival con musiche e danze che ha trasformato una normale strada in un mercato. Spaesati chiediamo aiuto al " banchetto " della Polizia, dove iniziamo a capire che i Thailandesi non capiscono la scrittura occidentale, non parlano Inglese e forse non conoscono neanche tanto bene cosa li circonda, nessuno conosce neanche la via dove siamo diretti, ma molto gentilmente chiamano con un cellulare l'hotel e poi mi passano la proprietaria che manderà qualcuno a prenderci addirittura in auto. Il posto è silenzioso e tranquillo, molto accogliente e dopo una cena in un ..bah, chiamarlo ristorante è assolutamente complimentoso, li vicino, a base di qualcosa di incommentabilmente piccante, ce ne torniamo in camera per sprofondare in un sonno pesantissimo, che mi aiuterà a sconfiggere il mal di terra, che già mi afflisse in Australia.
E Domani è Natale!!! Auguri a tutti, riempitevi le panze anche per noi che invece torneremo strafighi, smunti e abbronzati!!

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