venerdì 30 dicembre 2011

Elefanti, pizza e riciclaggio


Ci si alza di buon'ora a Lampang...sarà mica colpa dei due stupidi galli che hanno iniziato un duello di chicchiricchi a mezzanotte per concluderlo MAI?!? A questo punto penso che sia una congiura contro di me, perchè non è possibile che in ogni cittadina e guest house in cui passiamo la notte, ci sia qualche rumore molesto che disturba il sonno, la gente inizierà a pensare che sono una pazza! Adesso che sto scrivendo da Chiang Mai per esempio, siamo riusciti a trovare una modesta guest house in un vicoletto tranquillo, dove non passano auto o moto, beh, da circa un' ora c'è una bestia, che non so che aspetto abbia, che ad intermittenza emette un suono tipo pi, pi, pi, pi..belin ma possibile??????domani che è capodanno e lanceremo le lanterne infuocate in cielo, esprimerò un cxxxo di desiderio, che può essere accolto in due modi dalla divinità che mi auguro decida di farmelo avverare: o mi tolga l'udito, o mi dia un segnale ogni volta che devo scegliere un hotel appartamento o luogo in cui riposare!! grazie divinità, per qualunque decisione tu prenda!
Passato questo momento di sfogo, continuo dicendo che questa mattina abbiamo preso un autobus dal bus terminal di Lampang diretto verso Chang Tao, dove si trova l' Elephant conservatory center, che è per l'appunto un centro che si occupa di reintrodurre l'elefante ad una vita più consona che non fare il pagliaccio nel circo, ti mostrano come l'elefante possa essere utile nel trasporto del legname, come venga curato nell'apposito ospedale e quanto si diverta nel momento del bagno giornaliero con il proprio Mahout, il suo inseparabile " addestratore" con il quale condivide la vita intera. 

Dicendola proprio tutta avevamo scelto questo centro agli altri perchè si diceva che gli elefanti non fossero impiegati in mansioni stupide, ma evidentemente al pubblico piace vedere i pachidermi dipingere, giocare a calcio e suonare lo xilofono, perciò non ci hanno risparmiato lo spettacolo. A parte questo, non avevo mai visto e accarezzato questi bestioni da vicino, perciò è stata una bella esperienza, anche se sul fatto di accarezzare, non è che sia proprio possibile, hanno dei peli così duri sul testone che senbra di appoggiare le mani su un rastrello! 
C'è da dire una cosa interessante sul raggiungere il centro: l'autobus ti lascia alla fermata, che è dalla parte opposta della strada, stiamo parlando di un' autostrada a 6 corsie eh, 3 per senso di marcia, e abbiamo già spiegato quanto siano folli al volante i Thailandesi, (ovviamente anche qui niente casco per i motoclisti, ovvio!) quindi, l'unica possibilità per raggiungere la meta è aspettare il momento giusto, gambe in spalla e correre sperando in bene...che con uno zaino da 15 kg in groppa non è proprio un piacere! 
L'autobus per Chiang Mai non si fa aspettare, ma siccome i posti sono tutti occupati ci tocca la stiva, che poi in realtà non è neanche così male. E finalmente arriviamo..ricerca estenuante di una camera libera in quanto le guest house sono tutte al completo e poi pizza!!

Siiii, lo sappiamo che quando si va all'esterno non bisogna fare gli Italiani che mangiano bene solo a casa loro e che allora tanto vale non spostarsi neanche, ma il profumo era invitante e poi vorrei vedere voi, dopo una settimana di rice and egg and pork and shrimp and fried and fuckin' Thai dishes!!
 Mangiamo questa margherita fatta da un Thailandese, che soprannomineremo Gennaro che è da masticare ad occhi chiusi, ci sembra di essere in paradiso...prima di andare gli stringiamo la mano, veramente commovente! 
 La sera invece la passiamo tra le bancarelle della piazza dove domani passeremo il capodanno,cosparsa di addobbi fatti interamente con materiali di riciclo tra cui un enorme albero composto da migliaia di cd e uno più piccolo di bottiglioni dell' acqua, l'effetto è sorprendente...ma perchè anche i Thailandesi sono migliori di noi a fare le feste...pfffff, che tristezza...





Lampang countdown 2012








mercoledì 28 dicembre 2011

Bimbi, monaci, pena di morte e body building


Lasciamo Phitsanoluk di prima mattina per raggiungere Sukhothai , circa 60 km a ovest, con un autobus locale, e una volta arrivati ci facciamo portare da un camincino con le panche nel cassone alla città vecchia, dove pernotteremo a pochi passi dal parco storico, dichiarato patrimonio dell' Unesco.
Affittiamo 2 biciclette e iniziamo a pedalare tra le rovine. Gli scorci sono bellissimi e rispetto al sito di Ayutthaya questo è molto più verde e floreale, inframmezzato da tantissimi laghetti che danno un' aspetto paradisiaco alle nostre foto. La giornata è anche oggi tersa e calda ma grazie alla folta vegetazione si sta belli freschi. 

Ci passano a fianco i trenini con i bimbetti delle scuole in gita e tutti ci salutano e ci sorridono. Poi terminata la visita decidiamo di spingerci fuori dalla città vecchia per perlustrare il territorio, ma non sapendo bene quanta strada ci toccherà fare, decidiamo di infilarci con le bici nel cortile di una scuola, dal lato opposto della strada per chiedere informazioni. Appena varcato il cancello frotte di bambini ci vengono incontro per salutarci e si mettono in fila per stringerci la mano e dirci Hi!! , sono incuriositi e anche un pò imbarazzati appena si rendono conto di non capire cosa diciamo, perciò, sempre con loro intorno, arriviamo sotto la balconata di legno della scuola da cui si affacciano altri bimbi e scorgiamo una maestra. 

Saliamo la scala e salutiamo anche loro, anche la maestra non parla inglese però ci accoglie molto sorridente e ci offre dell'acqua, notiamo che i bimbi sono tutti senza scarpe perciò ci affrettiamo ad uniformarci e dopo un pò di conversazione alquanto difficoltosa ci facciamo una foto insieme per ricordare la bella esperienza e ce ne andiamo tra un gran smanacciamento di saluti. Io sono a mille dalla felicità, queste sono le cose che mi fanno impazzire delle vacanze, l'interazione con i piccoli e le persone in genere. 

Una cosa però l'abbiamo scoperta, che per arrivare alla città nuova mancano ancora una decina di km, perciò torniamo da dove siamo venuti e ce ne andiamo a pranzo.

Nel pomeriggio facciamo un altro bel giro in bicicletta visionando un tempio tutto circondato di elefanti di pietra, uno dei quali con 2 monete nelle narici.

Seguiamo le indicazioni per visitare un altro tempio e ci troviamo di fronte ad un cartello che dice " scatta una foto al Buddha con gli occhi di diamante ", oltre il cartello una serie di costruzioni un pò abbandonate, in quello che sembra un cortile un pò lasciato a se stesso, un sacco di ragnatele, foglie ovunque, tipo una piccolissima cittadina fantasma, ci addentriamo circospetti ma non vediamo anima viva. Ad un certo punto spunta da dietro un tempietto un monaco che ci invita a visitare questo Buddha Diamond, e si infila in dentro questo pertugio piiiiiccolo, noi gli andiamo dietro un pò dubbiosi, mentre ad alta voce ci diciamo che sicuramente è una trappola. All'interno il monaco fa scattare una serratura e si infila in una porta ancora più piccola che per passarci bisogna mettersi di lato. 

Vuole che ci avviciniamo per guardare gli occhi del Buddha in fondo alla stanza e noi sudiamo freddo, ci avviciniamo, lui si porta dietro e dice di fare la foto, io dico a Gabry di tenerlo d'occhio e non farlo allontanare, facciamo sta cxxxo di foto, mettiamo l'obolo nella cassetta delle offerte e con tanti palmi giunti e capi chini ci dirigiamo di gran carriera verso l'uscita. Il poveretto chissà cosa pensa, ci segue fuori, vuole offrirci ospitalità, ma noi pensiamo solo a scappare, quasi quasi per non fargli torto gli chiedo di fare una foto, e quello allora si arrotola la veste e mentre mi avvicino si ritrae e mi fa segno di abbassarmi. Mai mettersi al pari  di un monaco! Morale, Gabry scatta la foto..guardate un pò con che espressione mi guarda!!

Ma non è mica finita, sono le 17, decidiamo di prendere un autobus che ci porta alla nuova Sukhothai, diciamo che non ci perdevamo niente a rimanercene nella città vecchia, anzi a dire il vero qualcosa l'abbiamo proprio perso..l'ultimo autobus per tornare indietro, perciò il viaggio di ritorno l' abbiamo fatto su un carretto spinto da una mezza moto, ovvero, carretto con 2 ruote davanti, sella e ruota posteriore dietro. Un freddo della madonna, perchè ormai è diventato buio e una scoperta agghiacciante, sempre che sia vera : mentre viaggiamo sul nostro mezzo alternativo, guidato da un Thai super tatuato con 3 denti in bocca, sentiamo da lontano una musichetta sparata a tutto volume, che si avvicina mano a mano che passiamo davanti ad un cancello tutto illuminato, con diversi poliziotti di guardia. Io scuoto la testa a tempo ma il nostro autista è impassibile, allora provo a chiedergli cos'è quel posto e lui si punta l'indice soto la gola e fa segno di ..Zac! 
" Come zac!" , faccio io, e lui di nuovo zac! un bel sorriso sotto la gola, " cioè vuoi dire che li dentro..zac! a un uomo??"  "Eh!" - mi fa lui, e perchè?? E lui mi fa capire che ha ucciso un altro uomo, e la musichetta serve o per coprire lo sparo dell' esecuzione o per annunciarla, questo non l'ho capito bene, ovviamente la prima cosa che ho fatto arrivando in camera è stata andarmi a documentare su internet sulla pena capitale in Thailandia e ho letto che effettivamente , dopo 8 anni di sospensione, è stata ripristinata per gli assassini e gli spacciatori. Però da quello che ho letto non sono molto frequenti, e ancora non so se pensare di aver capito male o cosa, perchè il fatto che ce la siamo cuccata proprio noi non mi piace mica tanto...
Parlando di cose più leggere, già a Lopburi avevamo notato che nei giardinetti, al posto dei giochi per bambini ci sono dei veri e propri attrezzi da body building tutti colorati, beh oggi abbiamo scoperto che verso sera c'è un istruttore col microfono che conta su una base musicale dance e la gente fa gli esercizi!! Fantastico!!

martedì 27 dicembre 2011

Scimmie, food festival e piccoli mostri


Ma cosa fanno i Thailandesi di notte che non possono fare di giorno? Questa notte era un continuo rombare di motori, e risse tra cani e uccelli che cantano come se avessero ingoiato un allarme, quando finisce un rumore ne inizia un altro, poi la padrona della guest house si mette a stendere e ad ogni pezzo che stende, STAN!, lo sbatte nell'aria, e di nuovo l'uccello po-piuuu, po-piuuu, sempre più veloce, e che cavolo! E il bello è che alle 9 di sera in giro non c'era più nessuno!

Comunque, ormai alzati decidiamo di andare a cercare ste maledette scimmie che pare siano tenute in grande considerazione perchè ritenute dirette discendenti del dio hindu Kala e il maltrattamento potrebbe portare di gran gran sfiga. Questo permette loro di scorazzare tranquillamente su cavi del telefono, balconi e palazzi, correre ovunque e aggredire le povere ingenue turiste, che hanno deciso di far colazione con un bel pezzo di ananas, comprato dalla vecchina della frutta, mentre passaggiano ignare del pericolo. Il tutto sotto gli occhi del mio consorte, che invece di aiutarmi, se la sghignazza di brutto mentre quella maledetta mi si aggrappa saltando ai pantaloni e sullo zaino, finchè non gli ho mollato il mio sacchettino di ananas.


Da quel momento in poi camminare in mezzo a quei piccoli mostri che saltano appesi ovunque non è stato così carino, oltre all' inarrestabile sensazione di prurito che solo l'idea di un animale pidocchioso ti sa far salire in un lampo, e poi, che gran puzza di mxxxa! Non che dove non ci siano le scimmie le strade profumino di viole, anzi, questo è di gran lunga il posto più puzzolente dove sia stata, addirittura nei mercati più sudici c'è proprio puzza di letame di maiali, che se già la vista di alcune pietanze non è proprio invitante, con quest' odore che le accompagna non rischi certo di cedere ai morsi della fame!

Stufatici presto dei macachi, ci dirigiamo verso la stazione dove prendiamo un treno per Phitsanulok, che si rivela essere una cittadina molto viva e variopinta. Dirigendoci verso il Night Bazaar per visionare i ristoranti sul lungo fiume, incappiamo nel festival del cibo e ci perdiamo tra chilometri di bancarelle che offrono qualsiasi tipo di leccornia o schifezza, anche se stavolta, i cibi sono tutti belli da vedere e i gestori hanno guanti di lattice, mascherine e banchi con la protezione trasparente.



Qui si che ci vien voglia di assaggiare, e poi ci sono proposte da tutti i paesi vicini: Laos, Cambogia, Filippine, Vietnam. Ci imbattiamo anche in un agghiacciante concorso di piccole Miss, truccate come mignottoni e fasciate in vestiti dorati e paillettati da far impallidire gli sfarzi dei templi di Bangkok.


Ne leggevo proprio qualche settimana fa su un giornalaccio di quelli da gossip, che questo fenomeno ormai largamente diffuso in America, ha creato un business dietro il quale le famiglie si rovinano tra iscrizioni troppo onerose a beceri concorsi, capelli posticci, trucchi, unghie finte, scarpette col tacco che trasformano bimbe sempre più piccole, in mostruose reginette di bellezza per placare l'insoddisfazione di madri  troppo stupide per capire che stanno distruggendo l'infanzia alle loro figlie. Capisco negli Usa, ma qua che già son poveracci e vivono nelle catapecchie..bah...comunque, a parte questo la gente è proprio cordiale e disponibile e questo sicuramente è il motivo del perchè questo sia nominato il paese del sorriso.
E speriamo sia una buona notte!

lunedì 26 dicembre 2011

S.Stefano sole, bici, treno


26 Dicembre
Come a voler smorzare la miscredenza di ieri, la giornata di oggi è stata veramente fantastica. Ovviamente non ho riposato molto bene, con tutti i pensieri che avevo in testa riguardo alla scelta di passare tre settimane in questo paese, nelle poche ore in cui ho preso sonno, ho sognato che eravamo rientrati a casa perchè già sconfitti dalle esperienze fatte, e quando realizzavo che mi erano bastati solo 2 giorni per giudicare un intero paese ero disperata di aver mollato così presto, mi dicevo che non avevo ancora visto niente ed era assurdo che mi trovassi già in Italia. Gabry nel sogno cercava di propormi un' altra meta per impegnare i nostri restanti giorni di festa, ma non è che avessi tutta questo desiderio di visitare Barbados! Poi la luce dalla finestra mi ha svegliata e aprendo gli occhi ho riconosciuto la stanza del P.U. guest house, e nonostante non fosse proprio una bomboniera, ho tirato un sospirone di sollievo, per fortuna eravamo ancora ad Ayutthaya.

 La cameriera ci ha ricordato che era l'ora del check out e in fretta ci siamo preparati per lasciare la stanza ed andare ad affittare 2 decrepite grazielle che ci hanno condotto in giro per le rovine della città.


L'esperienza è stata così bella...almeno per me, Gabry deve aver patito un pò lo sforzo, per questo mi ricorda sempre che lui gioca in porta! Ci sono stati alcuni tratti difficili, tra le rotonde da prendere nel senso opposto al nostro e il ponte in salita per attraversare il fiume, e quando mi giravo per vedere se ce l'avevo sempre dietro o che non lo avessero stirato i folli guidatori Thailandesi, ecco che mi doppiava al grido di " vai Gianni!!! " richiamando alla mente il grande Bugno!

Arriviamo davanti ai templi, molliamo le bici ed siamo pronti a sbalordirci davanti alla grandiosità dei colossi di mattoni rossi che si spingono sbilenchi verso il cielo di un blu terso.


Riconsegnate le bici e pagato pegno per aver perso il lucchetto della catena della mia, facciamo una corsa in tuk tuk per raggiungere la stazione dei treni, dove nel giro di 10 minuti prendiamo l'ordinario per Lopburi, la città delle scimmie. Il viaggio è grandioso, siamo seduti tra i locals su panche di legno di quelle che si potevano trovare svariati decenni fa nei nostri parchi e che qui sono inchiavardate al pavimento, mentre le finestre sono tutte tirate giù e passa una bella arietta, oltre a potersi sporgere completamente per ammirare la campagna che passa lenta sotto gli occhi.

Il viaggio dura 1 ora e mezza, ma scorre che è un piacere, tra il verde dei, campi, le risaie e il sole che pian piano scende e aranciona tutto. In mezzo ai campi un Buddha dorato di una ventina di metri troneggia sul raccolto, il mio dirimpettaio Thai è seduto con le gambe incrociate sulla panca, ed ha uno sguardo sognante mentre guarda sfilare il panorama, durante una sosta, da sotto il finestrino arriva una signora con un vassoio pieno di bicchierini con gelato al cocco.


Gabry fotografa la gente sui marciapiedi, una ragazza si accorge di essere la protagonista dello scatto e si volta imbarazzata ma sorridente. Le sue compagne di scuola, tutte in divisa, sono sul treno con noi qualche sedile più in là. Poi finalmente eccoci arrivati.

Due simpatici guidatori di Risciò ci portano alla nostra guest house che ha un paio di boungalow immersi in un giardino delizioso, finalmente doccia e poi pappa.

Il maialetto da latte in crema di zuppa è qualcosa di godurioso, soprattutto se accompagnato da riso Thai e birra Chang.
Adesso è l'ora di dormire, domani grande incontro con le scimmiette!!

Cena di Natale ad Ayutthaya



25 Dicembre
Oh caxxxo!!! sono appena stata inseguita da un cane feroce di Ayutthaya!!! Stavo correndo tra le strade semi buie dopo l'ultimo prelievo al bancomat per andare a saldare il conto della nostra cena di Natale a base di zuppa di spaghetti, involtini vietnamiti e spaghetti con verdure e gamberi in salsa, quando un cane randagio dei tanti che girano per le strade dell' antica capitale, si è destato dalla sua posizione dormiente e mi ha ringhiato. Avendo letto nella guida di non dargli confidenza e non guardarli negli occhi per non rischiare di essere morsi, ho continuato a correre e sentivo che quello aveva preso a seguirmi latrando e ringhiando. Me lo sentivo dietro sempre più vicino e allora sempre continuando la fuga gli ho indirizzato un urlo terrificante che deve averlo annichilito perchè non ho percepito più la sua presenza e sono arrivata sana e salva al ristorantino dove mi aspettava Gabry. Considerando che domani vorremmo andare a Lopburi dove le scimmie sono le padrone della città, non mi sento molto serena; ho letto sulla guida che la gente del luogo gira armata di fionde e pali lunghi due metri per placare la loro eccessiva invadenza !!

A parte questo, stamattina ci siamo svegliati bene riposati dopo la prima notte Thailandese e abbiamo indossato braghe lunghe per visitare alcuni palazzi e Templi della capitale, le costruzioni sono molto belle e pittoresche, ma il contorno, non lo so...è molto...fatiscente, le strade sono sporche e tutto l'arredo urbano è degradato. I Thailandesi vivono , lavorano , mangiano in questi pseudo-garage a piano strada dove verniciano, montano mobili, cuociono cibi dagli odori improbabili, la città è un insieme di chioschi e banchetti ricavati negli angoli più assurdi, sotto le scale , sui marciapiedi uno in fila all'altro, è un gran casino, sembra che tutti vendano qualcosa ma nessuno compri  e poi ci sono questi milioni di ragazzi con motorini e api con i cassoni adibiti al trasporto di civili che ti inseguono per offrirti gite ai luoghi di interesse o passaggi agli hotel, tutto nel bel mezzo di un traffico spaventoso e disordinato, con i semafori che indicano quanti secondi mancano al "via libera".



Ovviamente lo smog sarà a livelli inquantificabili. In contrasto con tutto ciò, nei templi si respira un atmosfera quieta e rilassata. Tanti i visitatori locali, che non mancano di suonare le numerose campane disseminate nel percorso per raggiungere il cuore del tempio, o di togliere le scarpe per inginocchiarsi a pregare di fronte a ogni statua di Buddha presente.


All' interno del tempio, rinominato Golden Mount, si trova una statua del Buddha dorata, che la gente impreziosisce o per meglio dire, restaura, con fogli d'oro acquistati dai monaci, e sono tutti intenti, a turno, a tamponare la statuetta con questi fogli, mentre l'aria sparata dai ventilatori li fa sventolare come fossero brandelli di pelle morta in procinto di abbandonare il corpo.



Al piano superiore, sulla terrazza sotto il sole, gli altoparlanti diffondono una nenia gutturale continuativa, mentre i fedeli alzano e chinano il capo da terra, tenendo le mani giunte davanti al viso.


Per tutto il perimentro che circonda un enorme campanone dorato, c'è una corda coperta da centinaia di banconote che la gente pinza per assicurarle dalle folate del vento , mentre gli alberelli di acciaio cosparsi di campane che si trovano ai 4 lati della base che sorregge il campanone tintinnano suonate dal vento. La gente firma e scrive frasi su un drappo rosso e i monaci osservano nelle loro tuniche arancioni. All'interno del tempio una donna illustra i prezzi dei souvenir al microfono sotto richiesta.

Scendendo dal lato opposto rispetto alla strada fatta per salire, ci imbattiamo nel big Buddha, che ci osserva con gli occhi a fessura nella sua classica posizione con una mano in grembo sulle gambe incrociate.


Decidiamo che è arrivato il momento di lasciare Bangkok per raggiungere in autobus Ayuthaya, uscire dalla città sarà un vero dramma e il panorama che ci si presenta lo è ancora di più. Degrado, sporcizia, pali della luce con miliardi di cavi attaccati che farebbero inorridire l'elettricista più inetto, immondizia lungo le strade, cibi da infezione gastrointestinale assicurata.


Lungo la strada enormi pilastri  di cemento restano forse l'idea di un lontano progetto di strada sopraelevata, ormai abbandonato, un susseguirsi infinito di pozze paludose con annessa tinozza con ragazzino intento a pescare chissà quale mostro orrendo, che ti auguri non venga cucinato nei locali pubblici, mezzi a quattro ruote di fortuna, stipati di gente diretti chissà dove. Ti viene da chiederti se una volta, in tempi lontani, questi luoghi abbiano mai goduto di ricchezza e agi per poi decadere in questo stato di profonda desolazione, o se invece sia sempre stato così, dai tempi dei tempi e la gente non ci faccia neanche caso. Noi ci guardiamo e non ce lo diciamo, ma entrambi pensiamo a cosa ci ha spinto a venire qui, se continuando nel nostro viaggio verso nord il panorama cambierà o sarà sempre lo stesso, per ora siamo qua, al secondo giorno, in quella che una volta era la ricca capitale del paese e del quale ora restano solo ruderi imponenti del fasto di un tempo, depredato dai Birmani secoli e secoli fa.